26/11/2010
ALTRE DELIZIE
PERE AL CIOCCOLATO
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Far cuocere a fuocolento le pere (meglio le kaiser) private della buccia in acqua zuccherata e con aggiunta di scorza del limone.
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In altro tegame far sciogliere cioccolato fondente nel latte.
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Sbriciolate qualche biscotto che aggiungerete alla cioccolata.
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A cottura ultimata ponete le pere in un piatto e copritele con la cioccolata calda.
POLENTA DI CASTAGNE
ingredienti: 2l di acqua, sale
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Quando bolle l'acqua nel paiolo si butta la farina di castagne tutta in una volta;
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Aggiungete un pò di sale;.
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Far bollire una mezz'ora senza mescolare;
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Togliere dal fuoco la farina di castagne;
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Scolate l'acqua eccedente mettendola da parte;
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Nel tegame stesso lavorate la polenta di castagne con il mestolo o la frusta.
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Se torna dura aggiungete l'acqua che avete conservato;
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Versatela su un tagliere e tagliatela a fette con del filo;
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La si mangia con la ricotta o il formaggio.
09:27
Scritto da: dottorpatano
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08/06/2010
LA RINITE ALLERGICA NEL BAMBINO
La rinite allergica è una malattia che consegue a una reazione immuno-mediata di tipo IgE verso un particolare allergene nei confronti del quale il soggetto è sensibilizzato. E' caratterizzata da uno o più dei seguenti sintomi: rinorrea acquosa, starnutazioni, prurito e ostruzione nasale; in alcuni casi è presente un consensuale interessamento della mucosa oculare che si manifesta con lacrimazione, prurito e iperemia congiuntivale, configurando il quadro della oculo-rinite allergica. Classicamente la rinite allergica viene distinta in due forme in base all'espressività clinica della sintomatologia: la rinite perenne e quella stagionale. Come per tutte le patologie allergiche anche la prevalenza della rinite allergica in età pediatrica è aumentata in modo significativo negli ultimi trent'anni. La rinite allergica è infatti una patologia frequente, anche in età pediatrica. Secondo diversi studi epidemiologici si calcola che la malattia colpisca oltre il 10% dei bambini nei primi 14 anni di età e fino al 20-30 % degli adolescenti e dei giovani adulti.
ANAMNESI
I dati anamnestici di maggiore rilevanza sono rappresentati dalla famigliarità (in considerazione della componente genetica delle allergopatie), dalla storia clinica personale (spesso il bambino ha sofferto di eczema, bronchiolite, bronchite asmatiforme), dalle caratteristiche e dalla gravità della sintomatologia. Le riniti causate da pollini tendono a manifestarsi nella gran parte dei pazienti dopo i dieci anni di vita, i sintomi clinici si presentano tipicamente nel periodo della fioritura e si caratterizzano per un peggioramento in seguito alla permanenza all'aria aperta, soprattutto in giornate ventose. I sintomi della rinite da allergeni perenni (dermatofagoidi, derivati aniali) tendono, invece, a manifestarsi precocemente in età prescolare, ad assumere un andamento di tipo sub acuto – cronico e sono spesso acuiti dal soggiorno in ambienti chiusi e caldo umidi; di regola, inoltre, hanno la massima espressività clinica al risveglio mattutino dopo il prolungato e stretto contatto notturno con gli acari che abbondano nel materasso e nel cuscino.
MANIFESTAZIONI CLINICHE
Il quadro della rinite intermittente da allergeni stagionali si caratterizza principalmente per la comparsa di prurito nasale, starnutazioni, rinorrea acquosa e, nel caso di interessamento oculare, per prurito e iperemia congiuntivale, lacrimazione, senso di corpo estraneo nell'occhio, fotofobia ed edema palpebrale. Il prurito coinvolge spesso anche il palato molle per il trasporto degli allergeni verso il faringe da parte del sistema muco ciliare, come pure i condotti uditivi esterni per la comune innervazione da parte del nervo glosso faringeo. La rinite allergica persistente da allergeni perenni ha invece nell'ostruzione nasale il sintomo prevalente e sono molto meno espressi i sintomi irritativi, secretivi, congiuntivali o extra nasali. In questa forma si associa inoltre faringodinia per la scarsa umidificazione delle mucose, in conseguenza della respirazione orale obbligata, tosse irritativa da scolo retronasale di muco, cefalea in conseguenza dell'edema infiammatorio della mucosa del naso e dei seni paranasali, ipoacusia da disfunzione tubarica, nausea e riduzione dell'appetito a seguito della continua ingestione di secreti catarrali naso-faringei e riduzione del senso del gusto e dell'olfatto. A tutto ciò si possono associare frequenti risvegli notturni, facile stancabilità, difetti di fonetica, irritabilità, difficoltà di concentrazione che, nel loro insieme, possono avere un'influenza negativa sulle capacità di apprendimento del bambino. E' inoltre comune ritrovare nei bambini con rinite un certo senso di svogliatezza e di depressione del tono dell'umore, che facilmente si ripercuotono anche sulle attività ricreative. Da ultimo non va poi sottovalutata la possibilità di un certo disagio relazionale. Soprattutto in ambiente scolastico legato al continuo strofinamento e soffiamento del naso, alla tendenza a fare smorfie facciali per alleviare il fastidio al naso, ai rumori di grattamento della gola, nel tentativo di rimuovere le secrezioni che si accumulano nel naso e nel retro faringe.
ESAMI DI LABORATORIO E STRUMENTALI
La diagnosi allergologica è di primaria importanza nella precisazione interpretativa della rinite. A questo scopo i test cutanei devono essere considerati indagini diagnostiche di primo livello per la facile applicabilità, sensibilità e specificità, immediatezza del risultato e costo economico contenuto (possono essere eseguite presso il mio studio). Nel bambino il numero degli allergeni da considerare è molto limitato . Nell'età prescolare gli allergeni fondamentali da considerare sono essenzialmente due: gli acari e la forfora di gatto (o di cane a seconda dell'esposizione prevalente). In età successive assumono una rilevanza clinica crescente i pollini delle graminacee, della parietaria, degli alberi del gruppo cipresso/olivo. Altri eventuali allergeni andranno considerati soltanto in rapporto a specifiche condizioni cliniche. Va ricordato che se la positività dei test cutanei concorda con l'anamnesi e il quadro clinico la diagnostica allergologica si può considerare virtualmente esaurita. La ricerca dell' IgE specifiche su siero è indicata in casi particolari di eventuale discordanza tra anamnesi e test cutanei, nei bambini con dermatite atopica estesa o marcato dermografismo o ancora in quelli che stanno assumendo farmaci, in particolare gli antistaminici (quando non è possibile sospenderli), alterando la reazione cutanea all'estratto allergenico, inficiano l'attendibilità dell'esame.
TERAPIA INTEGRATA
Lo scopo della terapia non è solo quello di ottenere la risoluzione dei sintomi della rinite, ma anche quello di prevenire e curare potenziali complicanze a carico di strutture adiacenti alle cavità nasali, nonché il coinvolgimento delle basse vie aeree.
Prevenzione ambientale
Evitare per quanto possibile l'esposizione allergenica costituisce ovviamente il cardine non solo della rinite, ma ogni patologia a patogenesi allergica. Essa varierà secondo l'allergene incriminato essendo diverse le precauzioni da prendere se si tratta di riniti scatenate da allergeni dell'acaro della polvere, da pollini, da allergeni di animali o da muffe. Nelle forme da acari risulta di primaria importanza consigliare l'utilizzo di coprimaterassi e copricuscini antiacaro, nonché l'eliminazione della camera del bambino di tutte le possibili fonti di polvere, sedi preferenziali per lo sviluppo e la crescita degli acari (tendaggi, tappeti, pelouches). Certamente più complessa è la prevenzione nei confronti delle pollinosi. Per quanto possibile è opportuno consigliare durante i periodi di massima fioritura di evitare gite in campagna, di dormire con le finestre aperte, di giocare nei prati soprattutto se l'erba è stata tagliata da poco. Tutti i soggetti affetti da rinite allergica dovranno evitare ogni possibile fonte di irritanti aspecifici nell'ambiente in particolare del fumo di sigaretta o di inquinanti domestici. Per favorire una corretta idratazione della mucosa nasale andrebbe poi evitato il riscaldamento eccessivo degli ambienti in cui vive il bambino.
Igiene nasale
Alcuni semplici accorgimenti, come ad esempio mantenere una corretta pulizia delle cavità nasali, sono di grande utilità per alleviare i sintomi del bambino con rinite. Non solo nel bambino nei primi anni di vita, che non è in grado di soffiare il naso, ma anche nel bambino più grande, vanno sempre consigliati frequenti e abbondanti lavaggi nasali con soluzione fisiologica (acqua di mare) per facilitare la rimozione di eventuali allergeni, sostanze irritanti e soprattutto del muco prodotto in eccesso.
Immunoterapia specifica
Introdotta oramai novanta anni fa in maniera empirica, l'immunoterapia specifica (ITS), grazie all'introduzione di estratti sempre più purificati e standardizzati (almeno per alcuni tra i più importanti allergeni), è di fatto una terapia ufficiale nella prevenzione e nella cura delle riniti allergiche riconosciuta e regolamentata anche da una posizione ufficiale dell'OMS. La prescrizione dell'immunoterapia specifica (ITS) è di competenza specialistica e va valutata caso per caso; la sua applicazione è comunque complementare alla terapia farmacologica. Classicamente l'ITS nasce come un presidio da somministrare per via iniettiva sottocutanea. La scarsa compliance e soprattutto il rischio, peraltro basso (valutabile intorno al 5%), di reazioni allergeniche gravi è stato il principale motivo dei tentativi, sempre più frequenti, di cercare alternative alla via iniettiva sottocutanea. La disponibilità di nuovi tipi di prodotti rende l'approccio all'ITS di notevole interesse in ambito pediatrico in particolare per quanto riguarda la formulazione sublinguale orale. Allo stato attuale non è possibile effettuare una comparazione d'efficacia fra i vari studi che , sebbene eseguiti secondo una corretta e rigorosa metodologia scientifica, non sono fra loro confrontabili relativamente al tipo d'allergene, alla concentrazione, al veicolo, alla durata e al periodo di trattamento. L'applicazione dell'ITS va presa in considerazione nei casi in cui la diagnosi eziologica sia ben documentata da esami di laboratorio che ne dimostrino la patogenesi IgE mediata. Devono peraltro essere presi in considerazione anche altri elementi, tra cui la gravità e la durata dei sintomi, la necessità e il peso della terapia farmacologica necessaria per controllarli, il rapporto costo-beneficio del trattamento.
08:54
Scritto da: dottorpatano
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13/05/2010
AUMENTO DI VOLUME DELLE TONSILLE ED ADENOIDI (APNEE RESPIRATORIE)
AUMENTO DI VOLUME DELLE TONSILLE ED ADENOIDI (APNEE RESPIRATORIE)
La patologia respiratoria ostruttiva risulta essere di particolare rilevanza nei soggetti di giovane età: infatti l'incidenza nei bambini dai due ai cinque anni si aggira attorno all'1-3%. La causa più comune in età pediatrica è l'aumento di volume delle adenoidi e tonsille.
La patologia. La sindrome delle apnee ostruttive è un disturbo del sonno ad eziologia multifattoriale, caratterizzato da episodi di totale o parziale ostruzione delle prime vie aeree durante il riposo notturno, con presenza di attività dei muscoli respiratori diaframmatici ed assenza di flusso aereo bocca-naso. Come detto precedentemente in età pediatrica, nella maggioranza dei casi, questo disturbo respiratorio del sonno è conseguente ad un'ipertrofia adenotonsillare e a sua volta dovuta ad un'insufficienza funzionale del sistema immunocompetente che tende a sopperire a tale carenza aumentando di volume il sistema linfatico (tonsille e adenoidi).
Eziopatogenesi. L'ipertrofia riduce il calibro faringeo per il passaggio dell'aria.
Di conseguenza il piccolo paziente tende a respirare preferibilmente con la bocca: l'aria inspirata salta cosi il filtro fisiologico costituito dall'epitelio nasale cigliato ed investe, non preriscaldato nelle fosse nasali e nei seni, il tessuto adenotonsillare. L'ipertrofia si aggrava sempre più, peggiorando il mancato utilizzo della via nasale ed instaurando un circolo vizioso. Altro fattore di rischio per lo sviluppo dell'ostruzione delle vie respiratorie è l'obesità e la cattiva chiusura della bocca.
Sintomi. Gli effetti principali delle apnee ostruttive sono risvegli frequenti, riduzione dell'ossigeno che arriva al cervello durante il sonno, con conseguente eccessiva sonnolenza e stanchezza durante la giornata, difficoltà di concentrazione, dovute ad un sonno non riposante (nei bambini questo può essere causa di uno scarso rendimento scolastico). Altri sintomi associabili all'istruzione sono: voce nasale, frequenti forme infiammatorie nasali con scolo maleodorante ed otiti ricorrenti; Tonsilli e disturbi della masticazione e della deglutizione (carne che viene continuamente masticata e mai deglutita), ridotto e ritardato sviluppo staturo-ponderale (soprattutto nei bambini di età inferiore ai 2 anni), alito cattivo, (specie al risveglio del mattino), cuscino con macchie di saliva colata dalla bocca semi aperta durante il sonno; Un paziente affetto da ostruzione delle vie respiratorie è facilmente riconoscibile grazie alle caratteristiche della “facies adenoidea:”
1.volto allungato;
2.palato ogivale:
3.denti protrusi ;
4.labbro inferiore sottile;
5.tendenza a tenere la bocca semi aperta.
Diagnosi: Oltre ad un'accurata storia clinica ci si avvale per la diagnosi di ostruzione delle vie respiratorie della polisonnografia notturnache ci fornisce la possibilità di confermare il sospetto e di valutare la gravità della patologia. In alcune condizioni può essere utile la teleradiografia del cranio in proiezioni latero/laterale, in quanto da questa è possibile valutare la presenza di un'eventuale ipertrofia adenotonsillare e lo spazio respiratorio superiore.
Trattamento: Vita all'aria aperta, molto sole, lavaggi nasali con la semplice acqua di mare (presa in riva al mare), inalazioni termali, a volte farmaci che riducono le ricadute infiammatorie ed il volume delle tonsille e delle adenoidi per favorire l'ossigenazione della zona adenotonsillare.
16:43
Scritto da: dottorpatano
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